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Rosso spaziale

9 set 2017
Tempo di lettura: 1 min

Lui – Pensi davvero che dovremmo parlarne qui?

Lei – Eh!

Lui – Ma...anche i dettagli?

Lei – I dettagli sono nel libro. E poi, dettagli...si tratta di immagini. Non siamo certo persone che si esprimono a carte scoperte.

Lui – Immagini che galleggiano nella mente con un grado di realtà più vero delle stelle, che neanche distinguiamo bene dal punto di osservazione di questa nave spaziale partita alla scoperta di nuovi pianeti da colonizzare.

Lei – Non capisco la fonte del tuo imbarazzo. Gli unici esploratori cosmici qui dentro siamo noi due.

Lui – Hai ragione. E l’orizzonte degli eventi è già stato sfondato. Siamo oltre.

Lei – Cosa ricordi di quel momento, mentre lo attraversavamo?

Lui – La sensazione inspiegabile di sviscerare le dimensioni spaziali, e quella temporale.

Lei – E la musica?

Lui – La musica robotica che invitava “lose yourself to dance”.


Lei – Mi ero persa danzando.

Lui – Mi ero perso. Dentro di te.

Lei – Mentre attraversavamo l’orizzonte degli eventi. La singolarità.

Lui – Però non ricordo le motivazioni antichissime.

Lei – Neanche io.


 
 
 

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